Ipnotisti e psicoanalisti si riferiscono al medesimo territorio, tratteggiano una medesima realtà

Il problema dei rapporti tra l’ipnosi e la psicoanalisi era stato affrontato da Borch-Jacobsen nella sua tesi, Le sujet freudien (Flammarion, Paris 1982). L’autore vi è ritornato in modo più sistematico nel suo articolo L’hypnose dans la psychanalyse e poi in un secondo articolo intitolato Dispute, in risposta ai commenti sollevati dal primo (questi vari testi sono stati pubblicati in Hypnose et psychanalyse)7, L’idea direttrice di Borch-Jacobsen è che le alternative ipnosi/psicoanalisi, suggestione/transfert, alle quali hanno portato alcune dichiarazioni di Freud, o di Lacan, risultano assai problematiche, quando le cose sono esaminate più da vicino. L’ipnosi non è, così gli sembra, una realtà diversa da ciò che viene chiamato transfert o legame affettivo, o ancora identificazione.
Borch-Jacobsen si unisce qui al punto di vista di Mannoni, che stabilisce nel modo seguente la filiazione che conduce dalla possessione al transfert: «Il transfert è ciò che ci resta della possessione e lo si ottiene da una serie di sottrazioni. Si elimina il diavolo, restano le convulsioni. Si eliminano le reliquie, restano i ‘magnetizzati’ di Mesmer. Si elimina la vasca, si ha l’ipnosi e la ‘relazione’. Si elimina l’ipnosi, resta il trtnsfert»s. D’altra parte, egli ritiene che Freud, dopo aver introdotto l’ipnosi nella psicoterapia, «l’ha affogata nella psicoanalisi sotto l’aspetto oscuro del transfert»
E ancora alla similitudine tra la suggestione e il transfert che arriva Claude Morali nel suo articolo La psychanalyse encore sous l’hypnose, in cui formula le seguenti domande-risposte: «Che cosa suggerisce la suggestione? Il transfert. Che cosa trasferisce il
transfert? La suggestione».
E evidente che la psicoanalisi non sarebbe esistita se Freud non fosse stato iniziato all’ipnosi. E vero che l’ha poi rifiutata. Ma, conclude Morali, «grazie a lui che fuggì da essa (come grazie ad altri autori quali Heidegger,
Blanchot, cui è diretto lo scritto) ora l’ipnosi piomba sul nostro secolo»”).
Nella sua Communication circulaire (tesi del 1988) Daniel Bougnoux mostra come l’ipnosi sia stata riformulata in psicoanalisi sotto la forma di identificazione e di transfert. L’accesso al «simbolico», tanto esaltato da Lacan, vorrebbe sottrarre la psicoanalisi agli effetti della seduzione, della suggestione o alle oscillazioni di un’interazione immaginaria, ma l’approccio comunicazionale (confermato dalla pratica stessa della cura) dimostra che questi sono insuperabili.

da Leon Chertok “Ipnosi e suggestione”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: