20 maggio 2014

Esperienza psicologica della pratica ZEN

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Quando voi siete voi stessi, vedete le cose così come sono, è diventate tutt’uno con ciò che vi circonda. Lì si trova il vostro vero Sé . Lì possedete la vera pratica; possedete la pratica di una rana. Ecco un buon esempio della nostra pratica – quando una rana diventa una rana, lo Zen diventa Zen.
Quando comprendete una rana da cima a fondo, ottenete l’illuminazione; siete Buddha. E andate anche bene per gli altri: marito o moglie, figlio o figlia. Questo è zazen!
Shunryu Suzuki-roshi

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28 marzo 2014

Il Cardinale Bagnasco ci propone la sua ideologia sulla famiglia e sui sessi

L’ Articolo del Cardinale Bagnasco apparso sul Fatto Quotidiano e anche sul Giornale che di sotto riporto mi stimola ad un commento.

Genitori:”Difendete i figli dalla ideologia dei gender”

Purtroppo molti nella chiesa e nel clero sembrano conoscere solo la PATERNITA’ IDEALE predicano la santità senza capire che è proprio dalla santità (dedizione assoluta,sacrificio di sé) che nascono i Kamikaze e dal voto di castità che possono nascere i pedofili.
Il padre o la madre biologici che si trovano un figlio OMOSESSUALE cosa possono fare se non amarlo per quello che è, e cercare di venire a patti con la  loro PATERNITA’ o MATERNITA’ ideale con quel figlio IDEALE/IMMAGINARIO che custodivano dentro di sé, quel figlio che è diventato forse un architetto invece di fare medicina o un prete invece di diventare un ingegnere, che sposa un uomo invece di una donna e viceversa. Continua a leggere

26 marzo 2014

Il pragmatismo americano guarda Sigmund Freud

Vi riporto quello che dice il medico psicoterapeuta americano canadese Eric Berne che ha fondato la scuola di psicologia transazionale ed è morto nel 1970.

Sigmund Freud ovvero se non ce la fai in un modo provaci in un altro

Sigmund era deciso a diventare un grand’uomo. Era un gran lavoratore e tentò di arrivare all’Establishment, che per lui equivaleva al Paradiso, ma non glielo permisero. Ma non si arrese, decise invece di andare a vedere l’Inferno. Lì non c’era nessun Establishment e nessuno ci aveva mai fatto caso. Divenne un’autorità nell’ambito dell’inferno, che nel suo caso era l’Inconscio.

Il suo successo fu tale che, dopo un po’, l’Establishment era rappresentato da lui stesso.

da Eric Berne ” Ciao! …e poi?”

20 marzo 2014

Novelle Medea e Recalcati

Delacroix-la furia di Medea

Allego il link all’articolo di Recalcati a cui mi riferisco: una donna immigrata di 38 anni albanese residente a Lecco che ha ucciso le sue tre figlie come Medea in successione alla perdita, alla separazione e al tradimento del marito.

Recalcati:”Mamme Medea. L’amore divorante che si trasforma in desiderio di morte”

Recalcati dice:

“La volontà narcisistica di avere un figlio ideale, perfetto, coincidente con il figlio immaginato, non può accettare il limite costituito dall’esistenza reale del figlio. L’amore materno che è sempre amore per il figlio nella sua particolarità anche più difettosa, lascia in questi casi il posto ad una sua trasfigurazione perversa: la gioia della maternità non è più quella di donare la vita ma solo quella di avere un figlio ideale. Se il figlio si discosta da questo ideale deve essere rifiutato. Molte depressioni post partum parlano di questo rifiuto che trova la sua manifestazione più crudele nel passaggio all’atto dell’infanticidio.”

Recalcati circa la situazione di questa donna coglie certamente un aspetto non trascurabile della faccenda la non elaborazione del lutto, la mancata accettazione della castrazione  ma solo il più razionale e il meno aderente ai vissuti   esperienziali della donna non ha fatto alcun accenno alle sue prime parole che riportano i giornalisti la donna in stato confusionale dice:Volevo evitare loro un futuro di disperazione  o volevo proteggerle dai mafiosi….

Dire che l’omicidio del figlio è frutto della mancata accettazione del figlio reale, mancata accettazione dei limiti del reale  può essere vero ma altrettanto evidente è il fatto che questa non è una depressione post-partum e che il riferimento ad essa è un estensione dell’autore per analogia alla situazione della donna ipoteticamente depressa per la separazione dal marito.

Il termine stato confusionale è nato in psichiatria per dare un nome a ciò che non si conosce. l’atteggiamento fenomenologico  in psicopatologia è più attento al mondo interno della persona che giace e agisce nella disperazione meno propenso a seguire categorie o concetti psicoanalitici acquisiti.

 

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16 marzo 2014

Dibattito sui genitori Gay

 

Genitori gay non temete: Edipo è morto.

Trovo molto interessante l’articolo di Antonietta Demurtas “Genitori Gay non temete: l’EDIPO é morto”,  che ho allegato in un mio precedente Twitt tanto da sentire il bisogno di un ulteriore commento.
Sono sempre più stupita da come intellettuali di fama  si adagino spesso su posizioni acquisite come se fossero su una roccia ETERNA.
 la Silvia VEGETTI FINZI con il suo concetto di ARCHITRAVE dell’INCONSCIO riservato al mito di EDIPO si IRRIGIDISCE su una posizione ORTODOSSA della PSICOANALISI. Potrei essere anche in accordo se non fosse che le configurazioni del conflitto nella famiglia EDIPICA sono storicizzabili e riguardano una ampia gamma di situazioni emotive che risentono di ogni cambiamento.
FERRARI invece si appella alla psicologia e alle sue ricerche sulle identità sessuale dei figli di genitori Gay negli ultimi 20-40 anni e si fissa su una posizione di RIGORISMO SCIENTIFICO sempre più messo in discussione ai vertici della cultura. Entrambi hanno costruito un FETICCIO da cui partire dimenticando la saggezza di Pirandello che ci riporta alla concretezza di molteplici identità personali: UNO,NESSUNO e CENTOMILA.
Le posizioni culturali devono seguire le esperienze personali oppure le esperienze personali seguire quelle culturali? Siamo all’antico dilemma viene prima l’uovo o la gallina.
15 marzo 2014

Le molteplici versioni dell’essere

Cartesio: Cogito ergo sum

Sibilla Aleramo: Amo dunque sono

Zygmunt Bauman : Consumo dunque sono

Edgar Morin:  Computo ergo sum

Harvey Mindess:  Rido ergo sum

11 marzo 2014

La responsabilità di distruggere l’altro. Giorgio Antonelli si mette in sintonia con Masud Kahn e Sabina Spielrein

Stando a quanto riferito da Fromm, Freud tendeva a dipendere, oltre che dalla madre e dalla moglie, da alcuni uomini. Contemporaneamente si vergognava di questa dipendenza e, di conseguenza, era portato a odiare. I casi di Breuer, Fliess, Jung, Adler, Rank e Ferenczi mostrerebbero la ripetizione di un analogo ciclo: “intensa amicizia per alcuni anni, poi la completa rottura, generalmente portata fino al limite dell’odio” (Fromm, La missione di Sigmund Freud. Analisi della sua personalità e della sua influenza, 1959). Continua a leggere

11 marzo 2014

Il Carattere e l’IO ideale secondo Davide Lopez

– Il CARATTERE

Il carattere si riferisce a quella organizzazione sistematica che raccoglie l’insieme delle modalità difensive e adattive, verbali e comportamentali: una struttura non meccanicistica, ma VIVENTE e unitaria che noi abbiamo identificato con l’IO e con il SE’.

L’insieme delle strutture narcisistiche difensive che si mobilitano in analisi, ma anche fuori di essa.
La funzione più matura del carattere sta nell’assicurare all’io quella relativa autonomia,indipendenza e costanza di esserci e di comportarsi e funzionare in modo libero e costruttivo nel rapporto con se stesso e la realtà .
Il carattere come io preconscio

– IO IDEALE
 
L’IO IDEALE sostituisce il vecchio SUPER IO
L’io ideale nel suo significato maturo é quel MODELLO superiore egosintonico  e non egodistonico come il SUPER IO che permette e garantisce spazi liberi all’IO tali da emanciparlo dalla dipendenza coatta dalla REALTA  e dal concetto idealizzato di normalità.
 
Il rapporto con l’io ideale permette all’individuo di resistere senza deformarsi all’impatto di un intera società , della sua cultura reazionaria o contestativa che sia, tenendo fede ai propri concetti e principi al suo DIO al suo amore al suo ideale di vita.
Lopez ha sostituito l’io ideale con il concetto di persona che risulta dallUNITA’ io- IO IDEALE. Il modello della persona é unitario e totale  
19 luglio 2012

Davide Lopez, insegna di non scivolare sul terreno delle identificazioni mimetiche dei doppi

” Nella più approfondita conoscenza di se stessi trova la sua genesi, una volontá veramente libera, una volontà che sottoscrive al di lá della pura esistenza e dell’immediata tendenza all’animalitá soprafacente e reattiva finalmente e liberamente la sua adesione alla vita, la sua personale volontá appunto di vivere e operare nel mondo.
Quindi la volontà matura che ha la sua genesi nella corretta soluzione del conflitto edipico nasce da un identica esigenza di perfezionamento della persona.”

16 luglio 2012

Davide Lopez: Intenzioni nascoste

 

Intenzioni nascoste….

Inferiorità, diversitá, vittimismo e sofferenza spesso sono una forma di capitale investito per acquisire privilegio e ribaltare i rapporti di forza in senso opposto e passare da oppresso a oppressore, da sfruttato a sfruttatore, da inferiore a superiore.
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